Articole

Re Nero

“Un occhio ci scruta dalle tenebre. Creature immemori ci osservano con i loro occhi vacui. La lanterna dei morti ha annunciato la terribile pestilenza. Li abbiamo visti come fuochi fatui camminare lungo le rive della Vistola; spettrali, le loro voci si uniscono al suono dei kàravan che mietono corpi ammassati lungo le strade di Cracovia. Ed ora, tutto, è un’immensa desolazione.”

Re Nero

Re Nero  

Autore:Massimo Girometta Mayde

ISBN: 9788891003331

Disponibile su:

Amazon

Feltrinelli

Gruppo Editoriale l'Espresso

 

 

La creazione di Dracula, tra i più grandi (e sicuramente tra gli ultimi) ed imitati romanzi gotici mai scritti,ha dato il via alla genesi di centinaia di opere riguardanti i Vampiri, dal celebre e sinistro Nosferatu al più moderno e sentimentale Twilight, passando per opere comiche e di azione dove gli unici punti in comune con il romanzo di Stoker sono, alla fine, la sete di sangue, la paura per la luce del sole e la presenza di ragazze vergini (ma di questi tempi la regola si è fatta un po' più elastica...).

Nonostante molti di questi siano, a ragione, diventati famosi, la maggior parte è lontana dall’ incipit iniziale; è lontana dai toni cupi della Transilvania del XIX secolo ed è lontana dalla raffigurazione del male che Stoker riuscì a tracciare tra Londra ed i Carpazi.

Con “Re Nero”, romanzo gotico del 2010 scritto da un giovane talento italiano, finalmente c’è la possibilità di togliere il vampirismo dalle mani di ragazzini troppo alla moda per riconsegnarlo, di diritto, a colui che è di fatto il più grande predatore che la Romania ha dato alla storia.

Per cominciare, è molto interessante che questo libro non sia un sequel del libro di Stoker, ma bensì un prequel ambientato 10 anni prima, in una Cracovia devastata da un’ epidemia di Peste Nera che sta piegando l’Europa dell’Est.

E’ un libro ricco di personaggi, mai confusi e tutti splendidamente gestiti, come Alina, “l’anima” romantica di Dracula, il famoso Van Helsing o Lucas Van Der Meer, professore tanto colto ed eclettico quanto pragmatico, che roteano attorno alla “genesi” del Principe di Valachia, qui non più un nobiluomo con una brutta cera e canini troppo lunghi, ma il male, nella sua forma più nitida,  affascinante ed oscura.

Il libro è ben curato; i luoghi sono descritti in modo dettagliato, rispettando l’ambientazione dell’epoca e dando vita alle leggende locali, come quella che vuole la tomba di Dracula nel Monastero di Snagov, situato su un’isolotto fluviale a nord di Bucarest, o alla Lanterna dei Morti, che dal Monastero di Bonifratow sulle riva della Vistola, a Cracovia, avrebbe dovuto avvertire i confratelli delle nuove e tremende piaghe che avrebbero colpito la città.

Infine, a corredo della storia stessa, è presente un ricco apparato di note che chiariscono molte citazioni storiche e linguistiche presenti.

E’ un romanzo completo, decisamente ben scritto, che riesce a evocare in modo intenso tutta l’angoscia che era capace di creare il suo predecessore.

Di seguito riporto una piccola intervista all’ autore, Massimo Mayde, esperto informatico milanese che divide il suo tempo libero tra la scrittura, la composizione musicale e la riproduzione di libri antichi (alcuni suoi lavori compaiono nella serie  “Il 13° Apostolo” e nella serie “Preferisco il Paradiso”, incentrata sulla vita di San Filippo Neri):

 

IH.th.IS.: Massimo, il tuo libro da nuova aria al personaggio leggendario di Dracula,  e riflette un po’ di luce sul personaggio storico di Vlad Tepes, eroe nazionale romenodel XV secolo.

Perchè Dracula? Mi spiego: perchè hai ripreso il personaggio di Dracula e non hai preferito creare qualcosa di nuovo? Sarebbe stato più semplice; non avresti dovuto scontrati con una leggenda vecchia di 150 anni.

 

M. M.: Dracula non è più un mostro in quanto tale, è più un simbolo. Esattamente come accadeva in epoca vittoriana, rispecchiava le paure inconsce della società di allora: il diverso, lo straniero, tutto ciò che è sconosciuto. Alla fine del 1800 poi, non bisogna dimenticare il "culto della morte" che la regina Vittoria aveva dettato quasi come fosse una moda (dopo la scomparsa del suo consorte) con il suo perenne lutto, gli abiti neri e strani atteggiamenti, come ad esempio il far sempre apparecchiare la tavola con un piatto per il suo defunto sposo. Una mania che si porterà dietro sino alla fine dei suoi giorni. Oggi Dracula ( ma i vampiri in generale ), incarna più il piacere proibito: il sangue, la sessualità estrema, tutto ciò che è di torbido e dannato, contornato dall'illusione della vita (non-vita non-morte) eterna come costante. Dracula è un simbolo perfetto che può racchiudere i concetti cardine della sfera filosofica umana: l'amore, la vita, la morte. Concetti chiave che, a mio avviso, non possono essere reinventati. Stoker ci ha dato un personaggio perfetto, un contenitore da riempire con tutte le speranze e le paure che affliggono la nostra esistenza. Il concetto di "contenitore" poi, nel caso di Re Nero, calza perfettamente.

 

IH.th.IS.: Perchè non un sequel al romanzo di Stoker? Non sarebbe stato più facile da gestire appoggiandosi sul "passato" creato da Bram Stoker?

 

M. M.: No. Stoker ha dato vita a un Dracula con caratteristiche sia umane che demoniache. Gli ha dato una storia. Lo fa muovere come essere pensante. E' il male assoluto, ed è in grado di interagire come qualunque persona umana. Non dimentichiamo il passo del libro di Stoker in cui, un po' tristemente, Dracula finge di avere una servitù al suo castello, e di nascosto, riordiona personalmente la stanza del giovane Harker. Ci sono regole precise da rispettare quando si pensa ad un "seguito", ma queste regole, non potevano soddisfare il senso del libro. Ecco allora che anziché andare avanti, torniamo indietro nel tempo creando un'ucronìa nella storia. Viene quindi da pensare se il Dracula di Re Nero possa calzare o meno con il "seguito" di Stoker, non viceversa.

 

IH.th.IS.: Il vampiro medio di oggi è di fatto un sex symbol. Giovane, bello, affascinante e tenebroso. Un amante come pochi. Perchè il tuo Dracula è così diverso? Perchè è così..."male"?

 

M. M.: Il Dracula di Re Nero non è il male, ma l'incarnazione di due entità contrapposte: amore e follia, che spesso sono confuse a vicenda. Dracula qui è una creatura immemore, priva di emozioni, puro istinto. Ma chi è dotato di solo istinto non si pone dubbi su ciò che è giusto o sbagliato. Come dicevo prima, il vampiro moderno "deve" essere sexy, altrimenti non potrebbe incarnare la scelleratezza e la perversione che dimora in ogni persona più o meno dotata di una certa morale. Insomma, non attirerebbe più pubblico alla ricerca della “perversione romantica”.
Il Dracula di Re Nero è un mostro, è orrendo e non è sexy, fa paura perché la sua vicinanza emana odore di morte. Insomma, non è e non può essere un modello da passerella un uomo che si è appena alzato dalla sua tomba.

 

IH.th.IS.: Quanto di Mina c'è in Alina?

 

M. M.: In entrambi i casi, le due donne risentono dell'influsso del vampiro. Nel caso di Mina, la possessione è da parte di Dracula, mentre dalla parte di Alina è l'esatto contrario, ma questo si scoprirà solo leggendo il libro.

 

IH.th.IS.: Come mai proprio Cracovia? Il libro è ricco di note storiche; quanto c'è di storico e quanto di ricostruito?

 

M. M.: Cracovia è una città magnifica che ho avuto modo di visitare più volte e nella quale viene proprio voglia di ambientare un romanzo gotico, lontani dai soliti luoghi comuni della Londra misteriosa con le sue nebbie e i suoi segreti. Inoltre, proprio a Cracovia si è verificato un episodio di vampirismo descritto da Dom Calmet nel suo Dissertazioni sui Vampiri. La stesura di Re Nero ha richiesto nove mesi di lavoro, di cui almeno tre sono stati spesi nella ricerca di dati storici: laddove oggi sorge il teatro dell'opera, nel 1800 sorgeva un ospedale, il Duchacòw. I Karawan erano carri adibiti al trasporto degli appestati e dei cadaveri. I cimiteri citati nel libro sono gli stessi che si possono visitare ancora oggi. I nomi delle strade sono reali, così come i percorsi a piedi descritti da Laska. La lanterna dei morti non è invenzione, così come la leggenda di San Simone da Lipnica. La cornice di Re Nero è quindi reale, e spero che chi visiterà Cracovia dopo aver letto Re Nero possa provare un brivido con il dubbio che forse la storia narrata sia successa realmente.

 

IH.th.IS.: Come hai avuto l'idea di tenere prigioniero Dracula nel monastero di Snagov?

 

M. M.: Dracula non è prigioniero in realtà. Quella è stata la sua tomba "ufficiale" sino al 1933, quando venne scoperta una cripta nel monastero di Snagov proprio davanti l'iconostasi, che una volta aperta risultò vuota... Qualcuno dice che vi si trovarono solo alcune ossa, probabilmente di cavallo e nient'altro. Sta di fatto che ancora oggi, i monaci "tengono a bada" (così dicono) l'anima irrequieta di Vlad l'impalatore con messe in suo nome. La diversità con Re Nero, sta semplicemente nel fatto che la tomba viene aperta nel 1887 con una grande cerimonia per la traslazione del corpo nella città natale di Dracula, ovvero Sighișoara. Ma perché Vlad sarebbe stato sepolto in un'isoletta? Secondo la tradizione, il vampiro, non può attraversare corsi d'acqua, e a quanto pare qualcuno doveva aver pensato che quello sarebbe stato il luogo ideale per la sua tomba in modo che non potesse mai fuggire…

 

IH.th.IS.: Cos'è "Re Nero"? Perchè questo titolo?

 

M. M.: Inizialmente avevo in mente un altro titolo, ma un mio amico propose “Re Nero” che subito mi piacque, poiché esprimeva tutto il concetto che avrei voluto trasmettere all'interno del romanzo: l'immagine importante di un Re (come lo fu effettivamente Vlad), ma anche Nero, oscuro. Un'illuminazione dal nulla come solo può averne il mio vecchio amico. Anzi, grazie! (ndr: Prego!)

 

IH.th.IS.: Chi è Van Der Meer?

 

M. M.: Lucas è uno di quei personaggi che vive di vita propria e che inizialmente non era nemmeno contemplato. Nella stesura di un romanzo accade sempre qualcosa di strano: ad un certo punto compare un attore, e questo inizia ad interagire con la storia sino a divenire lui stesso "la" storia. In questo caso Lucas nasce come contrapposizione al carattere di Laska e diventa subito l'attore principale. E' più deciso, più istintivo, più avventuroso. Colto, ma con lacune che non si vergogna di ammettere. Lucas è un po' quella parte istintiva, quell'esuberanza costruttiva che vorremmo avere nei momenti peggiori della vita. Come potrebbe non esserci sin da subito simpatico? O come dice una ragazza che tempo fa aveva commentato Re Nero sul sito della Feltrinelli "Lo vorrei come amico!" Quando si arriva a tanto, uno scrittore è appagato come un dio, perché ha dato fisicamente vita ad un essere dai connotati reali.

 

IH.th.IS.:Hai nuovi romanzi incentrati sul Prof. Van Der Meer?

 

M. M.: Si, e credo che in futuro Lucas van Der Meer si ritroverà in situazioni davvero assurde e pericolose. Ma tutto è ancora in fase di elaborazione.

 

IH.th.IS.:I tuoi personaggi sono modellati su qualcuno? Hai preso spunto da qualcuno?

 

M. M.: Ovviamente si. Se dovessi però assegnare ad una persona reale un singolo personaggio, no. Ogni attore del romanzo è un misto di caratteri e sfacettature di persone che conosco e che ammiro per le caratteristiche a loro rubate per cucirle addosso a Lucas, a Laska, Alina e così via. Ma non solo​, in alcuni personaggi ​ (van Deer Meer e Rose)​ si possono notare forti accenni a Sherlock Holmes​.​

 

IH.th.IS.: Un giorno visiterai la Transilvania; cosa ti aspetti di trovare? Cosa speri di trovare?

 

M. M.: ​Immagino di trovare una terra verde​, pace, e villaggi che vivono ancora in un passato fatto di tradizioni molto forti. Invece spero di NON trovare (come però immagino sia) un merchandising sfrenato sulla figura di Dracula. Se consideriamo che il romanzo di Stoker è stato scoperto solamente di recente in Romania, e che i tempi ora sono favorevoli ai vampiri, direi che sicuramente dovrò aggirarmi tra magliette con il volto di Vlad e statuette più o meno improbabili di Bela Lugosi...

 

IH.th.IS.: Chi è Dracula?

 

M. M.: ​ ​Dracula è, ed è destinato a rimanere, una figura che fa parte della nostra storia, nel bene e nel male. Soprattutto per le emozioni più o meno violente che suscita nell'immaginario collettivo. C'è chi fa di questo personaggio addirittura uno stile di vita, basti vedere certi giochi di ruolo che coinvolgono gente di ogni età intenta a mascherarsi e a vivere esperienze più o meno "vampiresche", per gioco o, nel peggiore dei casi, come malattia psicologica. Per questo motivo, preso molto con le pinze, potrei addirittura dire che Dracula è un personaggio molto più reale di quanto si possa credere.