Căluşul – Danza Tradizionale Romena

 Căluşul è una danza rituale praticata nel sud della Romania, d’estate, connessa alla Discesa dello Spirito Sacro. E’ eseguito solo da gruppi di ragazzi (sempre in un numero dispari), secondo una rigorosa gerarchia.

I ragazzi sono chiamati Căluşari e ognuno di loro occupa una precisa funzione: il Capo, l’aiutante del Capo, il Muto, il Portabandiera, ecc. Tutti eseguono il Căluşar, questa danza rituale con funzione magica. In uno stato di euforia evidente, i ragazzi danzano, fino all’esaurimento fisico, a ritmi dettati da liutisti. La danza è fatta di ritmi segnati da salti ritmici, tutto sullo sfondo delle orazioni dei ballerini. Questi si fasciano di nastri rossi mentre in vita portano fazzoletti ricamati; in testa hanno cappellini addobbati da perline e nastri variopinti. Ai piedi portano ciocie con speroni di metallo che tintinnano durante la danza. I ragazzi che aderivano a questa magica fratellanza, dovevano prestare giuramento di appartenenza al gruppo, per almeno nove anni.

 

 

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Una volta si credeva che questa danza avesse avuto il potere di guarire, di cacciar via gli spiriti maligni (tra cui le fate maligne), di restituire la fertilità della terra. La danza si svolgeva tra l'alba e il tramonto del sole. Dopo questo periodo (tra il tramonto e alba), la danza diventava pericolosa per loro, perché non godevano più della luce protettrice del sole e della sua potere di mantenere lontane  le “Ielele”( le fate maligne). La danza le teneva distanti, impedendogli di avvicinarsi ai mortali.

Era eseguita anche per proteggersi dalle malattie. In questo caso i Căluşari fornivano davano ai contadini aglio e fogli d’assenzio maggiore. La gente le portava con sé, o lo masticava. Certi ungevano le porte e le finestre con aglio e assenzio per tener lontane le malattie.

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E’ la più vecchia danza popolare romena. Si pensava che alla base fosse una danza militare ereditata dai daci o dai romani, oppure che fosse l’eredità di uno spettacolo teatrale romano simboleggiante il Ratto delle Sabine oppure egizio, ricordando l’uccisione di Osiris da parte di Seth. La più vecchia descrizione di questo rituale ha come autore Dimitrie Cantemir, principe e storico romeno (1673-1723): “La gente superstiziosa è convinta che loro (i danzatori) hanno la forza magica di cacciar via le malattie croniche e che per la guarigione si deve seguire un certo rituale. Disteso per terra, il malato viene calpestato dai piedi alla testa, dai giovani ballerini mentre eseguono la loro danza. Alla fine, sussurrano al suo orecchio parole di rito e ordinano alla malattia di uscire dal corpo del malato”

Nel 2005, la danza romena “Căluşul” è stata dichiarata dall’UNESCO opera maestra del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità.

Inizialmente, le convezioni delle Organizzazione delle Nazioni Uniti per l’Educazione, Scienza e Cultura (UNESCO) hanno sostenuto solo la conservazione del patrimonio materiale culturale e naturale. Con il tempo, però, è diventata evidente la necessità di preservare anche i valori culturali immateriali dell’umanità: tradizioni, usanze, rituali, musica, e danze popolari, arti dello spettacolo, pratiche collegate alla natura e all’universo, arti tradizionali. Visto che nella società globale di oggi si fa sentire il pericolo della standardizzazione, l’UNESCO considera che la preservazione di questi valori(tramite identificazione, archiviazione, registrazione, in forme tangibili, ricerca) sia una priorità assoluta del mondo di oggi.

Fonti:

Dimitrie Cantemir - Descriptio Moldaviae

Ente Nazionale per il turismo della Romania

Ansamblul Joc