1812-2013: 201 anni dall'annessione della Bessarabia da parte della Russia

Quest'anno commemoriamo i 201 anni dall'annessione della Bessarabia da parte dell'Impero ZaristaCome molti di noi sannoil 16 maggio 1812, l' Impero Russo, annette la parte orientale del Principato Moldavo, chiamata Bessarabia

Da allora cominciano i problemi per tutti i romeni di quella regioneLe conseguenze di questo atto sono visibili ancora oggi. Lo storico Andrei Eşanu, membro dell'Accademia delle Scienze di Chisinau e membro onorario dell'Accademia Romena, spiega in dettaglio gli avvenimenti di quel periodo.

 

fonte: www.historia.ro

                                                                   

                                                        Carta della România- Regioni Storiche

 

  

Storico Andrei Eşanu(foto:Historia.ro)

 

 

Andrei Eşanu sostiene che i problemi di identità della Bessarabia sono cominciato circa due secoli fa, dopo il trattato di pace di Bucarest. Lo storico, in un'intervista rilasciata al giornale "Adevărul", ha spiegato che Mosca promosse, nella Russia zarista e in quella sovietica, una politica razzista nei confronti della Bessarabia, simile a quella applicta in Sud Africa e riguardate i territori bantustan.

"Adevărul":

 

Com’è stata possibile l'annessione della Bessarabia nel 1812? Due secoli fa, si facevano scambi con determinati territori?

 

Andrei Eşanu: Certo, il Settecento è pieno di eventi tragici per alcuni popoli. Ad esempio, in tre periodi consecutivi (1772, 1793 e 1797 ) la Polonia cessò di esistere. Russia, Prussia e Impero Asburgico la divisero fra di loro, tramite guerre e cospirazioni varie. Poi lo sguardo dell'Impero Asburgico, che già nel 1699 aveva annesso la Transilvania, si diresse verso i Balcani occidentali.

 

Ma la brama della Russia verso la Bessarabia quando apparve?

 

Le relazioni Romeno-Russe iniziano dal XIV secolo, e la loro politica espansionistica - soprattutto nella seconda metà del XVII secolo - quando i russi furono coinvolti nella guerra di Bogdan Hmelniţki contro la Polonia. Presumibilmente volevano aiutare Hmelniţki ad ottenere l'indipendenza, ma alla fine hanno annesso il territorio sinistro del fiume Nipro. Questo era, nel 1654, la così chiamata pace (ride) di Pereiaslav, una cittadina nei pressi di Kiev. Così si è aperto un corridoio molto invitante per la Russia moscovita, che comincia ad espandersi in Europa sud-orientale. A quel tempo, i territori dei Balcani e quelli a nord del Danubio, erano sotto il dominio ottomano, o sotto sovranità ottomana. I Paesi Romeni, a differenza dei Balcani, erano principati autonomi, che avevano i loro condottieri, loro elite nazionali e nessun ingerenza negli affari interni. L'Impero Ottomano chiedeva solo il pagamento regolare dei tributi.

 

Ma nel 1812 è stato violato il principio della sovranità? Possiamo dire, in qualche modo, che i turchi ci hanno venduto?

 

Durante il XVIII secolo ci sono state quattro guerre russo-ottomane, alcune delle quali erano russo-austro-ottomane. Ad ogni occasione, Russia e Austria, si accordavano direttamente per l'occupazione di determinati territori e in linea di principio, nei secoli in cui eravamo sotto la sovranità ottomana, esisteva o un accordo orale o un accordo scritto, nel quale i turchi si impegnavano a proteggerci da altri regni. Nella guerra del 1806-1812, eravamo protetti da parte dell'Impero Ottomano, ma i turchi hanno perso. Col il declino dell'Impero Ottomano e l'ascesa della Russia, nella seconda metà del Settecento, la priorità dei turchi divenne il Sud-Est Europeo. E' stata una lotta tra grandi potenze per la divisione dell'Europa, e la diplomazia russa era diventata una delle più insidiose e raffinate di tutto il continente.

 

Che giudizio storico date a questo evento? E' stato un rapimento, un' annessione? Cosa è stato?

 

Tutto quello che ha nominato. Questa guerra ha avuto carattere di conquista, e la Russia ha annesso la Bessarabia con la forza delle armi. Non ci fosse stata la minaccia delle guerre napoleoniche, nel 1812, i russi sarebbero potuti arrivare fino a Costantinopoli; ma l’avvicinamento di Napoleone ai confini del loro impero ha obbligato i comandanti russi a concludere in fretta la pace e a ritirare tutto l'esercito sul teatro balcanico. Quindi, se al inizio dei negoziati volevano i due principati romeni e il confine sul Danubio, alla fine hanno ridotto gradualmente le loro richieste.

Così il confine tra i due imperi venne finalmente negoziato dai comandanti russi, con la pace di Bucarest, il 16 maggio sul fiume Siret e successivamente portato sul fiume Prut.

 

Che impatto ha avuto questo evento sullo sviluppo del Principato Moldavo, visto che la maggior parte del territorio è stato preso?

 

Il XVIII secolo fu un disastro per la Moldavia. Dopo quattro guerre (1711, 1736-1739, 1768-1774 e 1786-1791) e molte invasioni turche e tartare, la Moldavia ha raggiunto la povertà estrema. La povertà della Regione Moldava di oggi (in Romania) e della Repubblica Moldava ha inizio con queste date. Il passato si faceva sentire e il paese non poteva rinascere dal nulla. Ad esempio la Turchia, che oggi sta vivendo una ripresa economica, non ha avuto guerre di più di cento anni. Qui, invece, ci sono stati molti scontri militari, tra cui due guerre mondiali.

Dopo il 1812 la Bessarabia divenne una provincia zarista, poi una regione. Le istituzioni statali furono liquidate, vennero portati funzionari zaristi e immediatamente imposte tasse e tributi, forse più pesanti di quelle imposte dall' Impero Ottomano.

 

Oggi, a due secoli dopo la pace di Bucarest, il politico più popolare in Moldavia, e il leader in cui le persone ripongono le maggiori speranze, è Vladimir Putin. Ciò significa che i russi ci hanno completamente conquistato?

 

Tali risposte al sondaggio mi hanno angosciato molto. E una triste realtà, che parla di una mancanza totale di cultura politica da parte del nostro popolo. Purtroppo, molti non capiscono le cose fondamentali: che è crollato un impero, un impero del male, che ci ha portato la guerra, la fame, le deportazioni, la collettivizzazione forzata, il sequestro dei beni. Non riesco a capire come Putin possa essere visto cosi bene oggi. Lui, che sostiene che la più grande tragedia del ventesimo secolo fu il crollo dell'Unione Sovietica; lui, che mantiene un esercito al fiume Nistru.

 

I russi dicono che siamo una entità separata, diversa anche da quei cittadini moldavi che si sono separati due secoli fa. In che misura gli storici occidentali ritengono valida questa teoria?

 

Anche i politici e gli scienziati russi di quel tempo, e poi del secolo scorso, erano chiaramente consapevoli che si trattava di un solo popolo, che erano romeni, che parlavano la stessa lingua e condividevano le stesse tradizioni. Come esempio, nel 1859, uno storico russo scrisse "Principi romeni della Moldavia e della Valacchia"; nel 1918 l’accademico russo Berg, geografo e scienziato originario di Tighina, pubblicò una monografia a Pietroburgo che si intitolava "Bessarabia". Nell' introduzione, Berg scriveva, "La Bessarabia è abitata dai romeni, ma la Russia non deve lasciarsi sfuggire questo invitante boccone dalle mani." Certo, con l'unificazione del 1859, la Russia capisce che si sta rafforzando un moderno stato romeno, che prima o poi tenterà di unire tutti i romeni che sono stati divisi dai tre imperi. In seguito, ha intensificato la propaganda separatista Moldava. Negli alti circoli zaristi, si discuteva sull'apertura, o meno, delle scuole per moldavi. Ma con l'apertura delle scuole, i moldavi avrebbero cominciato a porsi domande sulla propria identità.

 

Meglio tenerli stupidi ...

 

Meglio tenerli al buio. Anche nelle scuole legate alla chiesa, ai bambini di 1 o 2 classe primaria, veniva insegnato a leggere e a scrivere in lingua slava o russa; i testi scolastici non dovevano essere troppo numerosi. All'inizio del XX secolo, ci siamo resi conto che il 90-95% della popolazione era analfabeta (le persone che rimasero bloccate nei loro villaggi e nelle città isolate). Chişinău e altre città avevano una popolazione non nativa.

 

Questa erauna politica imperialista?

 

Un politica imperialista che ha continuato anche in epoca sovietica. Perché i nostri villaggi sono stati notevolmente ampliati durante il periodo sovietico? Perché non hanno dato alla gente il permesso di stabilirsi in città. In realtà, questa politica era paragonabile a quella razzista, segregazionista del Sud Africa. Lì la popolazione locale di colore viveva solo nei bantustan, solo nelle zone che venivano loro concesse; nelle città c'erano soli i bianchi. Lo stesso è stato anche qui, nella Russia zarista, ma anche sovietica. E' stata quindi una politica per mantenere le persone nel buio e nell' isolamento. Tuttavia qui veniva inserita la popolazione dell' impero, la cosiddetta classe operaia, invece di preparare i lavoratori moldavi presenti nei villaggi. Lo scopo della Russia zarista era quello di diluire la presenza nativa. Piuttosto che dare ai contadini del centro della regione terre al sud, hanno portato gli stranieri nel sud dalla Bessarabia per allontanarci dal Danubio e dal Mar Nero..

 

“In Transnistria, quando sono arrivati i russi, i romeni erano in maggioranza"

"Nel 1792 quando, in seguito alla guerra russo-turca, la Russia annesse il territorio tra il fiume Bug e il Nistru, la grande maggioranza della popolazione era romena, non solo moldavi, ma di tutte le province romene, anche di Maramureş, Transilvania, e Valacchia. Anche se questa zona era sotto giurisdizione del Khanato di Crimea e in parte della Polonia, la maggior parte erano romeni ", dice lo scienziato." Vi faccio un esempio: nel villaggio Rohi( Roghi di oggi), di Dubăsari, la gente veniva dal villaggio Rohia di Maramureş. “Ma quante similitudini di località ", afferma Andrei Eşanu.

“1812 fu l'inizio di ogni male "

Quando hanno vissuto meglio e peggio i moldavi in questi 200 anni?

In generale, a causa delle numerose guerre che hanno avuto luogo in questa terra, la vita era dura. Non solo lo stato si squarciò in due; anche la chiesa moldava si divise. Nel 1812, questa zona era parte della Chiesa metropolita di Moldavia, in gran parte subordinata al vescovo di Husi. I russi hanno istituito un nuovo vescovato, quello di Chişinău e Hotin, o di Bessarabia, e quindi hanno rotto la giurisdizione del vescovato della Regione Moldava.

 

Da quella data hanno origine le divergenze dei due vescovati?

In generale tutti i problemi seguenti, la presenza di due lingue e di due popoli. Quello fu l'inizio di ogni male. Dal 1812 hanno origine le discussioni infinite della società odierna e questa mancanza di coscienza nazionale.

 

Ma quando abbiamo vissuto meglio?

Nel periodo tra le due guerre, esisteva un unico stato con una nazione e una lingua. Dopo la presenze dei modelli capitalistici più avanzati d'Europa, la vita cominciò a cristallizzare. Ora parliamo di nostalgia per i tempi sovietici, ma tutte le generazioni hanno le loro nostalgie. Alcuni hanno più ragione di altri. Ad esempio i miei genitori, contadini di Sculeni, hanno legato i loro ricordi più belli al periodo della loro vita prima dell' inizio della seconda guerra mondiale. Hanno iniziato con due ettari di terra quando si sono sposati e verso il 1940 sono riusciti, lavorando duramente, ad avere 16 ettari. Avevano 100 pecore, quattro buoi, quattro cavalli, frutteti, boschi. Al mercato di Sculeni c'erano bancarelle e chioschi di ogni genere e loro potevano comprare quello che volevano. Da mia madre ho sentito parlare di melograni, olive, arance e limoni. Ho visto la prima volta un' arancia quando ero studente. Proveniva da Mosca. Certamente, è stato un progresso anche nel periodo sovietico, ma questo molto più tardi. Quando ero più grande, mi ricordavo sempre seduto in casa: pioveva, nevicava, faceva freddo e io non avevo scarpe. A scuola, in prima elementare, nel 1955, andai a piedi nudi.

 

Come dovrebbe essere ricordato questo evento?

Si tratta di un evento che ha complicato le cose. Bisogna guardarlo con oggettività, come era in realtà. Lunedì, all'Accademia, avrà inizio una grande conferenza scientifica e forse dovrebbero esserci più eventi di questo tipo. La verità deve giungere a tutta la popolazione, per non trovarsi in situazioni come quella odierna, dove si elogia Putin. Sa, anche durante le guerre, in questi luoghi, la gente spesso prese i comandanti russi come signori del Principato Moldavo. Gli scrivevano lettere, chiedevano loro pietà e di confermare le loro proprietà.

 

Un salvatore come Putin di oggi.

Anche se sono passati due secoli, vedo che in questo senso non siamo andati avanti. Mi rattrista molto vedere che è diminuito l’interesse dei giovani per i libri. Ero presidente della commissione  per gli esami di storia e mi ricordo la promozione di uno studente che appena sapeva leggere. Questo degrada l'istruzione superiore e universitaria, limitandoci molto e portandoci a credere che Putin è il presidente della Repubblica Moldava.

 

“Hasdeu non poteva diventare famoso nella Russia Zarista"

Perché nel XIX secolo non abbiamo avuto praticamente nessuna “intellettualità” locale? Abbiamo avuto, però Hasdeu o Donici, un russo arrivato dal lato ovest del fiume Prut.
Se Bogdan Petriceicu Hasdeu, Alecu Rusu, Iacob Stamati, Alexandru Donici non avessero lasciato la Moldavia (controllata dai russi), non sarebbero mai diventati famosi nella Russia zarista.

Questo è successo perchè si voleva evitare la formazione di una intellettualità nativa e di conseguenza lo sviluppo di un pensiero critico.

 

Ma c’era nobiltà in questa regione?

Sono rimasti in pochi i nobili. Quelli che avevano possedimenti qui, o gli hanno abbandonati o gli hanno scambiati con altri sulla riva destra del Prut. Molte aree in Bessarabia sono state occupate da grandi magnati russi, e gli spazi rimasti liberi a sud furono divisi tra i coloni. Infatti, la ricchezza della provincia era controllata dagli stranieri. C'erano pochi proprietari terrieri locali, che anche in questa situazione aprivano ospedali e mandavano a scuola i propri figli, come ad esempio Constantin Stere.

Constantin Stere cercò di studiare in Russia e nel contempo provò a muoversi all'interno del movimento democratico; ma i suoi colleghi perseguivano altri scopi, volendo la liberazione sociale , diversamente da lui che voleva liberare il popolo. Alla fine del XIX secolo, più nobili cominciarono a mandare a scuola i loro figli.

 

E poi gruppi di romeni di Bessarabia vanno a studiare a Tartu, a Kiev ...

Solo allora è stato possibile creare una élite che successivamente ha portato alla fondazione del Movimento Democratico in Bessarabia del 1905-1907, e nel 1918 all' unione con la Romania. Molto interessante è che da Tartu (Estonia), gli studenti della Bessarabia scrivevano in Romania per chiedere che venissero inviati loro dei libri, che successivamente venivano portati qua; in Bessarabia non era ammessa una cosa del genere. La stessa cosa è successa dopo il 1956, in epoca sovietica, andando a cercare libri romeni a Mosca, Kiev e Odessa.

 

Profilo

Titolo: Accademico in Moldavia (nel 2007) e membro onorario dell'Accademia Romena (2011);
Età: 63 anni;
Decorazioni e riconoscimenti: L’Ordine “Gloria del lavoro "(1996) e" L’Ordine della Repubblica "(2010). Lo Scienziato ha ricevuto diversi premi nel campo della scienza nella Repubblica di Moldova (1994, 2001), ma anche diversi onori dell'Accademia Romena (1998, 2010).

Andrei Eşanu autore di decine di studi, molte delle quali sono state scritti in collaborazione con sua moglie Valentina Eşanu. Appassionato di storia della cultura e della civiltà medievale e moderna nel Europa di sud-est ed Europa orientale, lo scienziato ha condotto una ricerca in settori quali la storia politica e relazioni internazionali, Storia militare della Moldova (XIV-XIX). Ha anche dedicato diversi volumi ai personalità romene medievali (Ştefan il Grande, Dimitrie Cantemir, Petru Movilă, Nicolae Milescu Spătarul).