Dalla Fondazione...con amore... 

Mi sono persa un seminario che avrei tanto voluto seguire. Il titolo del seminario era "Figli migranti -  I minori romeni e le loro famiglie in Italia" , presentato dalla Fondazione ISMU insieme alla Fondazione  Albero della Vita. Grandi nomi, nulla da contestare.

Da quello che sono riuscita fin’ora a trovare su internet, posso dirvi solo che sono stati presentati i risultati di una ricerca fatta a livello nazionale “ attraverso la quale è stata analizzata l’esperienza migratoria delle famiglie romene, indagandone il passato, le motivazioni che li hanno spinti a partire; il presente, ossia l’integrazione nella società italiana; e il futuro, speranze, timori e prospettive.”

 Avevo sperato di trovare, appunto, una riga sulla questione delle motivazioni (anche se straconosciute a noi, romeni),ancora meglio se fosse stata  buttata giù qualche parola sull’integrazione dell’ 80% dei ragazzi scolarizzati con dei risultati dalla sufficienza in su. E quanti di loro sono  primi nella loro classe, oppure ottengono dei risultati in vari concorsi almeno alla pari se non superiori ai loro coetanei italiani ( non mi va giù ancora  il fallimento della campagna “L’Italia sono anch’io…”)Avrei voluto trovare qualche riga sulle loro speranze e le loro aspettative.  Peccato che con una semplice ricerca per trovare delle informazioni mi imbatto  solo su informazioni del tipo : “Tra i bambini romeni residenti in Italia, 1 su 4 non beneficia di cure pediatriche e 1 su 5 ha problemi di inserimento scolastico. Nonostante il 93,5% sia regolarmente iscritto a scuola, il 10,7% del totale è stato bocciato alla scuola primaria, il 12,3% dei maschi e il 10% delle femmine hanno perso uno o più anni a causa della loro migrazione, ma soprattutto la maggior parte dei ragazzi si vergogna della propria nazionalità e la nasconde per evitare discriminazioni legate alla confusione tra nazionalità romena e rom.” 

 dal sito della Fondazione http://www.alberodellavita.org/news/621/figli_migranti__i_minori_romeni_e_le_loro_famiglie_in_italia_-_24_10_12.html.

 Un confronto con l’abbandono scolastico in Italia partendo dai ragazzi italiani “puro sangue” come lì chiamo, scherzosamente, io?! Senza traumi di separazione, “delocalizzazione”, incomprensione della lingua, genitori che si fanno in dieci per un lavoro qualsiasi?!

 Arrivo a pensare che, per quanto essere romeni significa anche tanto altro, solo una minima parte riesce o ha voglia di vederla. Colpa nostra se  non riusciamo a mostrare altro?! Sicuramente si.  Dei titoli che compaiono sui mass media che riprendono quasi sempre  le notizie al nostro sfavore? Ah, si!!  La nostra associazione ha come scopo promuovere anche le cose belle della comunità romena. Non perché  mettiamo la testa sotto la sabbia e non vogliamo vedere anche questa realtà (anzi, diamo una mano in base alle nostre scarse possibilità  e lì dove ci viene chiesto di intervenire), ma perché mi sento in dovere di cercare di bilanciare con qualcosa di positivo. Perché quelli che potrebbero farlo avendo i mezzi e i canali giusti non sono interessati a farlo ( non dico “in grado”, ma “interessati”).

 Per mio figlio e per gli altri ragazzi della nostra associazione che  NON devono vergognarsi di essere romeni ( e, onestamente, non mi sembra che abbino questo problema…). Forse perchè sanno qual è la realtà?

 Se avrò la possibilità di consultare il  materiaei presentato, ritornerò con delle belle notizie. Sono convinta (o quasi).